Dal sondaggio alle visite mediche

Un calciatore e il suo allenatore negli spogliatoi dopo una partita, 1967
Milano, San Siro, 22 ottobre 1967: Gianni Rivera e l’allenatore Nereo Rocco negli spogliatoi dopo Inter-Milan 1-1.

Dopo qualche stagione non si leggono più le notizie di mercato: si leggono i verbi. Fra «piace» e «UFFICIALE» ci sono sei o sette gradini, e ognuno dichiara una cosa sola, cioè quanto è solida la fonte di chi scrive.

I gradini, dal basso

Piace, mette gli occhi su, punta. Il livello zero. Qualcuno ha fatto il nome del giocatore dentro il club, oppure lo ha fatto l’agente a un giornalista. Nell’archivio del 2019 ci sono «il Villarreal mette gli occhi su Pulgar» e «il Betis punta Ceballos»: notizie vere, che non impegnano nessuno.

È più di un’idea, contatti avviati. Qui i due club si sono parlati. Non vuol dire che si siano capiti. La Roma su Hysaj, sempre nel luglio 2019, stava esattamente qui.

Sondaggio. Uno dei due ha chiesto un prezzo e ha ricevuto un numero. È il primo gradino in cui esistono delle cifre, ed è anche quello in cui si scopre che le due parti sono lontane. «Roma, Petrachi a caccia di un esterno: sondaggio per Suso…» racconta un sopralluogo, non un acquisto.

Si avvicina, sorpasso, in vantaggio. Adesso si tratta sul serio e c’è concorrenza. Il verbo di movimento serve a dire che la posizione è cambiata rispetto a ieri: «Roma, Veretout si avvicina: è sorpasso sul Milan».

È fatta, tutto fatto, accordo raggiunto. L’intesa economica c’è, fra i club e con il giocatore. Mancano le firme e la burocrazia. È il gradino in cui i titoli sbagliano più spesso, perché a questo punto la notizia circola e ognuno la prende dalla sua fonte.

Visite mediche. L’unico passaggio pubblico e verificabile di tutta la scala: ci sono un luogo, un orario e delle fotografie. «Inter, tutto fatto per Agoumè: domani le visite mediche…» è il titolo che si può controllare il giorno dopo, cosa che non vale per nessuno dei precedenti.

UFFICIALE. Maiuscolo, perché è la ripresa di un comunicato. Non è più giornalismo di mercato, è cronaca di un annuncio.

Il movimento contrario

La scala si scende, non solo si sale. Lo strumento è la smentita, e nell’archivio ce n’è una esemplare: «Milan, Torreira spegne le voci: nessuno dei rossoneri mi ha contattato, sono felice all’Arsenal». Frase pulita, prima persona, nessun margine.

Quanto vale? Poco, e non perché il giocatore menta. Vale poco perché smentisce un fatto puntuale, i contatti diretti con lui, che in quella fase quasi sempre non ci sono, dato che a parlarsi sono i club e gli intermediari. Una smentita del genere sposta il titolo di due gradini verso il basso e non lo cancella.

Chi parla, e perché

Le fonti di una trattativa sono quattro, e hanno interessi diversi. Il club che compra fa filtrare una notizia per accelerare, o per far salire il prezzo a un concorrente. Il club che vende la fa filtrare per aprire un’asta. L’entourage del giocatore la usa per creare un mercato dove magari non c’è. L’intermediario, che guadagna solo se l’affare si chiude, è quello che ha più ragioni di tutti per raccontarlo come già concluso.

Da qui nasce la doppia versione della stessa notizia nello stesso giorno, con due cifre diverse. Non sono due errori: sono due fonti.

L’unica data certa in mezzo a tutto questo è quella di chiusura: le finestre di mercato le fissa ogni anno la Lega Serie A insieme alla federazione, ed è l’unico calendario che vale la pena segnarsi.

Le formule contrattuali che stanno sotto queste parole sono spiegate nel vocabolario e, una per una, nelle schede su il parametro zero e sul prestito con riscatto.